La Freedom agenda della Farnesina
L’Italia ha un posto d’onore nel Mediterraneo, lo faccia valere
Da quaranta giorni, decine di rivolte disegnano il profilo del Mediterraneo. Prima è toccato alla Tunisia di Ben Ali, il dittatore che ha garantito al paese una lunga epoca di pace e di stabilità ma ha anche bloccato lo sviluppo e le ambizioni della borghesia locale. E’ stata quindi la volta dell’Egitto, dove un rais amico dell’occidente, Mubarak, fronteggia la protesta che potrebbe costringerlo alle dimissioni – o a una fine ancor meno gloriosa. La Farnesina potrebbe ora mostrare prontezza con la crisi dei paesi arabi, che dovrebbe impegnare Roma come nessun’altra capitale d’Europa.
11 AGO 20

In Algeria, in Marocco e in Siria si agita lo stesso germe: una rivoluzione lunga che ha a che fare con il prezzo del latte, con le richieste dei giovani arabi, con le rivendicazioni dei gruppi islamici e con i rapporti fra il medio oriente, l’Europa e gli Stati Uniti. Per gli analisti più informati, questo è l’inizio di un’epoca nuova. Le cancellerie dell’occidente hanno rilevato con grande ritardo il messaggio che arriva dalle piazze del Maghreb. Il problema riguardo soprattutto le potenze europee. A partire dall’Italia, che ha costruito intorno al Mediterraneo buona parte della propria identità e della propria ricchezza. Per l’Egitto, per la Tunisa e per la Giordania, l’Italia è ai primi posti nell’elenco dei partner commericali. Non è un dato economico, è un fatto culturale.
I diplomatici italiani hanno portato avanti una vigorosa, ma sfortunata, battaglia europea per approvare un documento che protegga i cristiani del medio oriente (ne diamo conto in un editoriale).
I diplomatici italiani hanno portato avanti una vigorosa, ma sfortunata, battaglia europea per approvare un documento che protegga i cristiani del medio oriente (ne diamo conto in un editoriale).
La Farnesina potrebbe ora mostrare altrettanta prontezza con la crisi dei paesi arabi, che dovrebbe impegnare Roma come nessun’altra capitale d’Europa. Il ministro degli Esteri Frattini ha rassicurato gli italiani che si trovano nei villaggi di Sharm el Sheik. Bene. Ci attendiamo però che la Farnesina si pronunci sul momento storico che segna la vita delle piazze arabe: la diplomazia italiana ha l’occasione e il dovere di mostrarsi attiva sulla scena mediterranea, con strategie convincenti, ispirate a un sano realismo e senza complessi d’inferiorità generati dal disordine politico che grava nei rapporti tra maggioranza e opposizione.